Le Origini

Le Origini

di un rito quotidiano…

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“Qahwah” è una parola araba che in origine indicava una bevanda ricavata dal succo estratto dai semi di una pianta spontanea che cresceva nelle zone dell’ Abissinia , dello Yemen, dell’Etiopia.
Le popolazioni locali ottenevano, dopo l’essicazione dei semi, una polvere che consumavano in diversi modi durante i loro spostamenti, poiché aveva la particolarità di tenere svegli e calmare la fame.
Tante storie e leggende si possono raccontare su questa bevanda … per noi è diventato un rito quotidiano che dal bar, ci siamo portati a casa.
Il caffè può vantare un glorioso passato , pensando ai caffè storici e a tutti gli illustri personaggi che hanno contribuito a costruire la nostra storia.

Oggi i migliori caffè provengono dai Paesi della fascia subtropicale (compresa fra i due tropici) . Il torrefattore crea la propria miscela “pregiata” privilegiando appunto le qualità Arabiche che ritiene indispensabili per ottenere il miglior espresso.
Gli italiani ne hanno fatto un motivo di orgoglio e hanno saputo creare “l’espresso italiano” famoso in tutto il mondo, e ancora molto invidiato. Così come per la moda, la cucina, l’arte, il caffè è un prodotto che solo gli italiani sanno trasformare così in modo “eccellente”.
I generi più conosciuti delle Coffee, il nome specifico della pianta di caffè, sono due:
la Coffea Arabica più dolce, rinomata e pregiata; Coffea Robusta con un contenuto più ricco di caffeina rispetto all’arabica che la rende più forte e cremosa appunto più Robusta.

La lavorazione del caffè

Dopo le varie lavorazioni subite nei paesi di origine , i sacchi di caffè verde, denominato così per la sua particolare colorazione dei chicchi crudi, giungono al Porto di destinazione. Vengono prelevati dei campioni per essere sottoposti alle analisi igienico-sanitarie e di qualità incaricando laboratori certificati. Alla conformità dei parametri previsti dalle normative vigenti in aggiunta ai nostri aziendali i sacchi vengono stoccati nei nostri magazzini.

Suddividendo le due grandi specie l’arabica, pregiata, aromatica e delicata dalla robusta più forte con un contenuto di caffeina superiore rispetto all’ arabica, si procede al processo di tostatura.

La fase della tostature definisce in modo incidente il risultato di qualità della tazzina di caffè. Attraverso il processo di tostatura infatti si sviluppano gli aromi che caratterizzano la bevanda finale, la cottura più o meno spinta e prolungata determina un cambio di colore del chicco di caffè dal verde al bruno. Il colore tipico del caffè tostato utilizzato e contenuto nelle miscele italiane è medio scuro ed è definito “tonaca di frate”.

Il successivo passaggio è la miscelazione e un meritato “riposo”.  A questo punto le miscele mokalba sono pronte per essere confezionate assecondando le richieste dei canali di distribuzione dal settore ho.re.ca al settore domestico.

Confezioni per miscele in grani da 1000 G o 500 G, macinato sottovuoto per le confezioni  500, 250, 125 G macinato in atmosfera controllata per monoporzionato in capsule o cialde.

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